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RAGAZZO DOWN PICCHIATO SCARICARE


    Botte al down nel video su Internet sequestrato il film "In pochi secondi e con estrema facilità ho rintracciato e scaricato il filmato. Obiettivo: identificare il ragazzo che picchia il giovane down e il regista del film. SCARICA VIDEO RAGAZZO DOWN PICCHIATO - Gli piace il cantante Zucchero e per questo vuole sempre che io gli canti le sue melodie": In questo secondo. OSIMO - Aspetta l'autobus e viene aggredito da un gruppo di bulli. E' successo giovedì scorso e la vittima è un ragazzo down di 18 anni. RAGAZZO DOWN PICCHIATO SCARICARE - Il Frecciabianca Lecce-Milano avrebbe avuto un problema di alimentazione. Caso Ruby, morta Imane Fadil. VIDEO RAGAZZO DOWN PICCHIATO TORINO SCARICARE - Ho bisogno di vedere tutto con più calma. A mani nude e a voce sola - osservavamo - gli.

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    E' andato dal gruppo di ragazzi che bullizzavano il figlio disabile di 17 anni in una piazzetta davanti la scuola. Poi la denuncia alla polizia: " Sono stati un gruppetto di Casamonica ". Lasciato in terra in una maschera di sangue il 51enne è stato quindi trasportato dall'ambulanza del al Policlinico Tor Vergata con una prognosi di 30 giorni, quindi il trasferimento al Policlinico Umberto I.

    Ascoltato l'uomo trasportato al nosocomio universitario di Tor Vergata, in via Leonardi sono arrivati gli agenti del commissariato Romanina e quelli della Squadra Mobile che indagano sull'accaduto. Accertamenti in corso da parte degli investigatori di polizia che, da quanto si apprende, stanno chiudendo il cerchio attorno all'aggressore, o agli aggressori del 51enne.

    I più letti di oggi 1. Via Libero Leonardi foto google E' andato dal gruppo di ragazzi che bullizzavano il figlio disabile di 17 anni in una piazzetta davanti la scuola. Argomenti: aggressioni casamonica Tweet.

    Una conquista da non perdere, da non compromettere, da realizzare pienamente, da migliorare. La nostra ferma mobilitazione contro ogni attacco e ogni restrizione di quei principi e delle necessarie condizioni di esercizio di quella norma, hanno caratterizzato e caratterizzeranno uno dei tratti fondamentali della nostra identità di CISL Scuola. Le istituzioni, e la scuola in particolare, da allora, si sono mosse sulla strada giusta, ma la società è andata nella stessa direzione?

    I ragazzi di quella scuola torinese sembrano essere avulsi dalla cultura della scuola, dal suo impegno, dalla sua testimonianza. Ma questi ragazzi saranno pure frutto di qualcuno e di qualche cosa. Il grido di Umberto Galimberti: "scuola, scuola, scuola", è anche il nostro grido ed è la nostra quotidiana preoccupazione.

    Già intervenendo, poco tempo fa, sui problemi di Napoli, ma anche di tante altre zone del paese, e sul ruolo della scuola per sviluppare cittadinanza e vita civile, noi avevamo scritto che gli insegnanti costruiscono ogni giorno percorsi di speranza e progetti che sfidavano la durezza e la paura dei tempi. A mani nude e a voce sola - osservavamo - gli insegnanti, ricchi solo di passione e di buona volontà, combattono contro logiche, modelli e comportamenti che indicano ben diversi percorsi di autorealizzazione e di successo.

    L'invito, allora come ora, è quello di fare intesa e condivisione fra quanti hanno a cuore il futuro; occorre stringersi intorno alla scuola, riconoscendo e sostenendo il suo ruolo e il suo compito.

    Anche il compito, delicato e importante, di dare accoglienza e rispetto alle fragilità dei più deboli. Il tema del prendersi cura della fragilità ci è caro e l'abbiamo trattato, in particolare, guardando l'infanzia.

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    Ne diamo testimonianza e visibilità anche con l'ultima pubblicazione che stiamo inviando alle nostre strutture: "Non tradire l'infanzia", dove un prezioso contributo di Ivo Zizzola ci richiama alla centralità di questo tema. Sulla questione dell'handicap, poi, abbiamo sostenuto e vogliamo contribuire a diffondere un volume di Igor Salomone, pubblicato da Città Aperta, dove il dramma e la difficoltà di questa situazione vengono viste "Con occhi di padre" che sono, nel caso specifico, anche occhi di uno che all'educazione dedica tutto il suo impegno accademico e professionale.

    Fra le iniziative che mettiamo in cantiere per l'anno che fra poco inizia, un posto di rilievo avrà proprio la questione dell'integrazione. Il nostro impegno sarà alto e sarà continuo. Ancora un modo per interrogarci e cercare risposte anche ai fatti di Torino dove si sono incontrate e scontrate due diverse fragilità: quella di un ragazzo disabile e quella dei suoi compagni aguzzini.

    Due fragilità certo incomparabili, estranee, opposte; ma fragilità tutte e due, fragilità che entrambe ci chiedono aiuto, quell'aiuto che ogni giorno, nonostante tutto e, a volte, contro tutti, la scuola continua a dare.

    Ma certo questo pensiero non ci consola ora, davanti a quel ragazzo deriso e umiliato, che segna un fallimento sociale da cui non ci estraniamo. Fa bene cioè ad avviare ispezioni sul grave fatto accaduto e a prendere, ove necessario, misure disciplinari verso dirigenti, docenti e alunni colpevoli di fatti commessi o di omissioni. Se questo innominabile episodio di teppismo fisico e mediatico producesse almeno questo effetto, potremmo sentirci tutti meno frustrati. Sembra di tornare indietro di cent'anni - secondo Pietro V.

    Barbieri, presidente della FISH Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap - quando i disabili venivano esposti in piazza, per il pubblico divertimento. È la sensazione suscitata dalla storia del ragazzo con sindrome di Down schernito e picchiato in un'aula scolastica, specie pensando al fatto che il filmato della vicenda ha ottenuto un discreto successo in internet, nella sessione "video divertenti". Da Auschwitz allo Steiner a volte ritornano e sono sempre gli stessi.

    I disabili e i malati psichici continuarono a cadere vittime della cosiddetta Wilde Eutanasie eutanasia selvaggia esercitata attraverso privazioni di ogni genere e la somministrazione di medicinali.

    Come è stato possibile e quale insegnamento ne deriva per il futuro della nostra società e per noi stessi? I valori giuridici condivisi dagli stati democratici occidentali contemporanei si sono formati nella lotta degli "Alleati" contro il nazismo ed il fascismo. Il documento più importante che sintetizza, con maggior forza e completezza, lo spirito delle potenze vincitrici la seconda guerra mondiale è la "Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo".

    Questa dichiarazione universale - e molte altre convenzioni internazionali - indicano chiaramente che i destinatari delle libertà fondamentali e dei diritti inviolabili dell'uomo sono indifferentemente tutti gli individui, al di là di qualsivoglia differenza di sesso, di religione, di razza, di condizioni personali e sociali. Pertanto, sono uomini anche coloro che, per le loro condizioni di salute, soffrono di menomazioni, disabilità ed handicap nell'espressione concreta dei loro diritti inviolabili e delle loro libertà fondamentali.

    Anzi, proprio di fronte a queste differenze, causate dalla sorte, gli ordinamenti democratici contemporanei possono dimostrare la loro capacità di tutelare i diritti e le libertà fondamentali di ogni essere umano.

    In tal modo, il concetto di uomo comune , che è patrimonio delle società contemporanee, si allarga ed estende a tutti gli individui , anche e, vorremmo dire, soprattutto, a coloro che, per il loro stato di salute, soffrono una condizione di minorazione.

    Altro carattere che connota il mondo contemporaneo è la diplomazia multilaterale che opera per mezzo dell'ONU e degli altri organismi intemazionali regionali. La creazione di convenzioni internazionali che, con legge di ratifica, divengono norme interne di diritto, è a tutti gli effetti un grande risultato raggiunto da questi organismi, volto ad uniformare i diversi ordinamenti giuridici statali, se non altro, su principi condivisi.

    Questo patrimonio culturale porta alla definizione di uomo come un concetto universale che ricomprende tutti gli individui, al di là delle loro differenze. La soluzione adottata dai sistemi democratici occidentali ai problemi della disabilità, basata sull'uguaglianza, formale e sostanziale, di tutti gli individui, sull'applicazione dell'obbligo di solidarietà sociale, e sul diritto di cittadinanza per tutti, nasce storicamente dalla reazione a concezioni apologetiche della discriminazione sociale di categorie di individui che portano a soluzioni aberranti.

    Sullo sfondo, la riflessione sull'integrazione dei "diversi" nella scuola italiana. Sospesi per un anno ed esclusi dallo scrutinio finale. Una intera classe che non parla, che non si sente chiamata in causa, che volta le spalle.

    E non si tratta di cosa di poco conto. A ben vedere, infatti, si presentano dubbi e problematiche sulla modalità principale utilizzata nella scuola per aiutare i ragazzi. Rischia di essere il soggetto su cui il mondo della scuola scarica la completa responsabilità del ragazzo disabile, rischia di essere utilizzato, sfruttato e usato come principale motivazione per giustificare la mancata attenzione di tutti gli altri insegnanti, quelli curriculari, e di tutti gli altri studenti.

    Non solo degli insegnanti di sostegno. La vicenda di Torino getta dubbi atroci su questa capacità della nostra scuola. Per fugarli, occorrerà tempo. Tristissime notizie…. Certo resta il danno alla psiche dei ragazzi, al mondo della scuola, alla dignità degli insegnanti tutti. A questi fatti, a parer nostro, è necessario rispondere con altri fatti, fatti positivi.

    Un esempio?

    Aspetta l'autobus per andare a scuola, ragazzo down picchiato dai bulli

    Dentro la scuola certo meno e fuori di essa molti di più! Renato Pigliacampo, docente di Psicopatologia del minorato sensoriale nel corso di specializzazione dell'Università di Macerata - chi possedeva un accidente sensoriale o fisico era riconosciuto con una terminologia nuda e cruda: il sordomuto, il cieco, lo storpio, il debole mentale eccetera.

    Oggi si tende ad esorcizzare la disabilità, si indica tutti i problematici sensoriali o fisici col termine "diversamente abili", oppure "handicappati".

    Perché uno sia indicato, mettiamo, diversamente abile bisogna spiegare ai giovani della scuola e alla comunità adulta la ricchezza di questa differenza linguistica, culturale e anche didattica nell'apprendimento. Noi vogliamo essere cittadini con strutture efficienti aperte a tutti. Non è facile affrontare questa realtà perché siamo imbevuti di una obsoleta filosofia assistenziale, me ne accorgo come responsabile nazionale della commissione dell'integrazione scolastica della FAND, federazione nazionale delle associazioni dei disabili.

    Il tutto condito da scritte e saluti nazisti. Il filmato è stato rimosso da Google dopo la segnalazione del video arrivata sul tavolo del giudice milanese Corrado Carnevali". Soffro anche per questo.

    Ha i capelli ricci, la faccia buona, gli occhiali da vista, la collezione dei cd di Zucchero in camera. Per me in questo momento la cosa più importante è proteggerlo. Dopo tre minuti il padre torna alla porta. Conosco i ragazzi perché li vedo tutti i giorni. E le dico con profonda amarezza che quello che è successo a mio figlio purtroppo non mi stupisce.

    Non capiscono neanche quello che fanno: ridere, umiliare, giocare o picchiare. Mi ha convocato per un questione delicata. Guardavo il telegiornale con aria esterrefatta, ma non ho mai pensato di poterlo collegare a mio figlio.

    Video choc: ragazzo disabile picchiato e violentato dal suo badante

    Ora soffro anche di questo, di non averlo riconosciuto. Il suo è un problema prenatale, legato al parto. Ci sono testimoni nella scuola che raccontano di pestaggi ripetuti, altri episodi con vittima suo figlio. Da giorni la notizia era su tutti i giornali. Nessuno le ha mai detto niente? Ed è proprio questo che voglio capire. Per quel che posso fare io, ho chiesto di parlare con il preside, per prima cosa. Ho chiesto anche di convocare un consiglio di classe. Non voglio che accada.

    Ho bisogno di vedere tutto con più calma. Credo che ci rivolgeremo ad un avvocato. Di ignoranza, innanzitutto. Ma anche di modelli culturali.

    Sotto questo aspetto, la televisione come i giornali credo che abbiano grandi responsabilità. A un certo punto alza la testa e con gli occhi incrocia lo sguardo del 20enne, che era in compagnia di due ragazze e altri tre giovani. In quell'istante, senza capire perché, viene preso a schiaffi in faccia. Lui cerca di proteggersi, si alza e scappa per circa metri ma viene raggiunto e spinto a terra sempre e solo dal 20enne.

    Il 16enne viene calpestato e preso a calci e pugni in faccia mentre è al suolo. Con violenza estrema, cruda e immotivata, stando a quanto descritto dai militari che hanno visto le immagini choc.

    Un pestaggio incredibile, alla luce del sole e davanti all'indifferenza di molte delle persone che affollavano il parco. Indifferenza che gli stessi carabinieri hanno associato agli amici dell'aggressore, la cui posizione è al vaglio dell'autorità giudiziaria di Monza, che segue per competenza territoriale: per omissione di soccorso e per capire se in qualche modo abbiano preso parte all'assalto. Per il momento sembra che l'unica cosa che abbiano fatto sia stata quella di riconsegnare la bicicletta e gli occhiali al 16enne, mentre questo era ancora ferito a terra.

    Le indagini dei militari della Stazione di viale Fulvio Testi partono il 30 marzo.

    Quel giorno si presentano nei loro uffici i genitori del ragazzino per denunciare l'accaduto. Raccontano il dolore del figlio - che nonostante il delicato intervento con 49 giorni di prognosi, avrà conseguenze estetiche e fisiche a vita - e sperano che il violento possa essere fermato prima che colpisca ancora. Comincia immediato il lavoro dei carabinieri, con appostamenti in borghese e la visione delle immagini del sistema di video sorveglianza della gigantesca area verde.

    In pochi giorni, nei loro registri finiscono i nomi di tutti i membri della 'gang'. Uno di loro, in particolare, fa il nome di Domenico, 'Dome'. Il responsabile dell'aggressione vive tra Pavia, dove stanno i suoi genitori, e Sesto San Giovanni Milano , dove abita la nonna. Al momento dell'arresto è a casa con i suoi, che già lo avevano denunciato in passato per il suo atteggiamento violento col fratello più giovane. In un primo momento, stando a quanto riferito dai militari che lo hanno portato in carcere, prova a fare il prepotente anche con i carabinieri ma poi scoppia a piangere quando gli vengono lette le accuse: lesioni gravi aggravate dai futili motivi e per aver approfittato di una persone disabile, minore, nonché per l'indebolimento permanente della mandibola.

    Stiben Mesa Paniagua. I più letti di oggi 1. Foto di Repertorio Non potrà più mangiare, né bere, né parlare come prima: nonostante un intervento di ricostruzione maxillo-facciale lungo 6 ore all'ospedale Niguarda.